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Gairo Vecchio: un'escursione nel passato...Gairo Vecchio è là: sulla montagna fossilizzato nel suo impianto urbanistico a più di cinquanta anni fa quando i suoi abitanti furono costretti ad abbandonarlo dopo una serie di ripetute alluvioni. Così possiamo osservare quello che ai più è noto come “paese fantasma”. Le strette stradine, le scale in granito, le tipiche case a due piani e due stanze dalle piccole finestre e dalle pareti in forti tinte. Ancora stanno là abbandonate le pesanti macine del mulino, in qualche casa è ancora intatto il mobilio in muratura, qualche camino e qualche forno a legna. Ad osservare bene ci sono ancora i vecchi fili dell'elettricità. Ancora si leggono le insegne delle botteghe: i generi alimentari e i liquori, la macelleria. Come in un villaggio del Far West ecco sull'edificio della posta i ganci per i fili del telegrafo. Poi qua e là i segni e le scritte del ventennio fascista...
![]() Mia nonna mi dice: “Gairo Vecchio non è come gli altri posti, Gairo Vecchio ha una storia a sé”. È una frase detta con cuore e con tanta nostalgia di quei posti che ora non esistono quasi più perché distrutti dall'incuria dell'uomo e dallo scorrere inesorabile del tempo. Ogni volta che percorro le strette stradine in selciato non posso non essere rapita da una sorte di “Sindrome di Stendhal”: le crepe nei muri si chiudono, le pareti riprendono colore, riappaiono finestre e scurini, porte e balconcini. E in un attimo la cittadina riprende vita come in un colorato quadro naif. Le strade si riempiono di gente. Le donne dalle gonne vaporose c colorate camminano minute e imponenti con le mani sui fianchi e le brocche in un saldo equilibrio sul capo, altre donne portano i panni a lavare nelle vasche, gli uomini rientrano con le brocche del latte e il formaggio appena cagliato; i bimbi corrono sulle strade e giocano rumorosi, gli anziani cercano “friscura” appoggiati su una sedia sugli usci di casa a consumare chiacchiere e qualche bicchiere di buon vino. La vita di vicinato che il trasloco ha distrutto è là viva davanti ai miei occhi: sana amicizia fatta di rispetto e “ajudu cambiu” in tempi in cui la vita non era semplice per nessuno. Il paese è ricco di rumori e suoni: si fa sera e vicino la cantinetta gli uomini fanno festa intonando canti a tenore e scambiando qualche giro di “murra”. Poco lontano i ragazzini gli osservano cercando di carpire e imparare i segreti di quel canto ancestrale e i trucchi e le astuzie per essere campioni in quel rumoroso gioco di mano, calcolo e destrezza. Sugli usci di casa le donne si raccontano storie e certo anche gli ultimi “pettegolezzi”: si fa a maglia, si cuce e ricama, si cucinano e si scambiano dolci e pani. Poi la storia ha distrutto questi equilibri: l'evacuazione non è stata contemporanea per tutti e i nuovi alloggi non rispettano gli antichi vincoli di vicinato. É difficile tornare alla normalità ma pian piano ci si adegua, si creano nuove amicizie, nuovi rapporti, nuovi passatempi, ma qualcosa di quel tempo passato è tristemente perduto per sempre... Click Ogliastra: vacanze per anima e corpo...Le piscine naturali di Monte Ferru
Dove non te l'aspetti in Ogliastra la natura ti offre paesaggi che non credevi di poter incontrare. Così in angoli sconosciuti ai più che hanno visitato questa terra si svelano paesaggi da cartolina, con una natura fiera e indomita che incontrastata dalla mano dell'uomo si libera variegata in forme e colori. Non devi camminare tanto per giungere in posti dove la tua anima si sente libera e riprende contatto con la madre terra. Sono passeggiate che si rivelano terapeutiche per le nostre vite stressate dai ritmi della modernità, dai suoi colori e dai suoi rumori.
![]() É quello che succede a chi visita per la prima volta le piscine naturali di Monte Ferru. Dopo aver abbandonato la strada asfaltata si inizia una gimcana sullo sterrato, dove non si può che iniziare a perdersi nel paesaggio: la macchia mediterranea è verde e rigogliosa e la montagna va a infrangersi nel mare... Quando si prosegue a piedi mette un po' di timore quel torrentello in secca sulla sinistra...ma ci saranno davvero queste piscine naturali? Sembra tutto in secca...
Ma basta camminare in salita per pochi minuti per iniziare ad avvertire il rumore dell'acqua che scorre e da lì a poco inizia lo spettacolo... Queste piscine scavate sul granito rosa dal continuo scorrere dell'acqua si susseguono in salita con bassi ma spettacolari salti che creano delle scenografiche e musicali cascatelle. E allora è venuto il momento di fermarci un attimo: seduti sulle rocce calde ma che non scottano, ad ascoltare il rumore dell'acqua che scorre incessante. Ed è come una melodia il risultato del sovrapporsi del rumore delle diverse cascatelle, si possono chiudere gli occhi e sognare o aprirli e lasciarsi incantare dalla vegetazione. Gli oleandri cresciuti ai bordi del ruscello sono alti anche più di cinque metri e ogni pianta fiorisce di un colore diverso, gli “anziani” ginepri dai tronchi modellati nel tempo come vere opere d'arte scolpite dalla natura che hanno come cornice tutti i colori e i profumi della macchia mediterranea: corbezzolo e mirto, cisto e lentischio stanno là in una folta macchia che sembra si sia ritratta solo lungo il sentiero in un naturale atto di generosità così che anche noi possiamo godere di questo paesaggio magico che essi nascondono. Verso Perda Liana: trekking tra natura e magia.Maestosa e imponente sta lì da secoli, forse da più tempo di quello che possiamo immaginare. Un vero e proprio monumento naturale, un “tacco” isolato, ad alta quota, in mezzo ai monti, una sorta di faro per le genti di ogni tempo.
È Perda Liana, il punto di riferimento per tutte le genti della Barbagia Ogliastrina: quando vai lontano e stai rientrando la avvisti da lontano e inizi e sentirti di nuovo a casa. Per le genti di mare è il mare, per le genti di montagna è Perda Liana: un richiamo inarrestabile, pietra che sembra avere una propria personalità. Ti attira lo sguardo, si mette in primo piano e poi cambia forma mana mano che ti avvicini. È una passeggiata in mezzo alla natura, una natura brulla tutto intorno al tacco che si fa sempre più verde e rigogliosa man mano che si ci allontana: è come se anche la vegetazione si sia ritratta in un atto di riverenza verso il maestoso monte. E quando giungi alla sua base godi di una vista a 360 gradi sulla valle del Pardu e puoi stare là in silenzio ad ascoltare la natura che canta: il vento tra i cespugli, il verso degli uccelli e il silenzio dei mufloni che immobili come statue stanno sul crinale di fronte a te a fissarti misti tra un senso di timore e di curiosità. È come una cartolina, poi un battito di mani e i mufloni scappano via con la loro elegante corsa e ti si negano alla vista.
![]() E una montagna così unica e amata non può essere sfuggita alla fantasia popolare. È da tempi incalcolabili che si racconta che proprio a Perda Liana fosse ubicata la “porta dell'inferno” e che la notte demoni e streghe fossero soliti mettervi in atto i loro sacrilegi. Così chi voleva diventare ricco e senza sforzo si recava a Perda Liana a vendere l'anima al diavolo.
Si dice che un giorno un giovane, deciso di rinunciare all'anima pur di diventare ricco si incamminò verso il tacco. Arrivò verso il tramonto e in un paesaggio reso suggestivo dalla luce del sole che si accinge al riposo si sedette su una pietra e si mise ad aspettare... Dopo aver camminato per molte ore giunse alla meta.
Il Tonneri era bellissimo. Al tramonto il Tacco calcareo emanava colori suggestivi, che avevano alcunché di sinistro. Il giovane si sedette e aspettò. Fu a mezzanotte che vide apparire una frotta di diavoli che si misero a danzare in cima al Tonneri. L'uomo mostrandosi impavido e deciso si rivolse a un demone chiedendogli di indicare il loro capo. Gli indicarono il diavolo più grosso che tirava un somaro carico di una bisaccia ricolma di monete d'oro emananti un gran tintinnio. Quando vide il diavolo nel volto la balentìa passò in un attimo:
"Gesù, Maria e Giuseppe!
Eita esti custa camarada! Santa Giuglia avocada, boghimindi de mesu!" A quelle parole i demoni scomparvero ed il ragazzo tornò a casa più povero di prima. Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Maggio 2010 16:13 ) |

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